Chironex fleckeri: viziarsi da soli

Stavolta la colpa non è dei genitori, e nemmeno del fatto che sia figlio unico.
Stavolta il problema è tutto dovuto a me. Ed è una cosa seria.

Mi sto viziando.

In ambito professionale, nelle questioni di cuore e nelle relazioni dove a sforzarsi maggiormente sono i muscoli del viso (ben 12, per un sorriso!). E pure quando si parla di hobby.
Le cose bell(issim)e che ho vissuto (e con loro le persone che ho conosciuto) nell’ultimo anno non si riescono a contare nemmeno sui tentacoli di una vespa di mare.

Cacchio, sto vivendo così tanto e così forte che anche il cuore di una vittima di dipendenzadacondivisione riesce a sorridere: quanto avrei desiderato condividere tutto questo! Forse, per una volta in vita mia, mi sarei sentito all’altezza di una ragazza.

Che poi non è che io non mi senta all’altezza. E’ che per quanto possa ritenermi un tipo interessante (citazione, autori vari) c’è chi mi supera in questo e c’è chi invece mi supera in quello: mi avvicino ad una ragazza appassionata di musica e mi convinco che quel chitarrista o quel clarinettista la intrigherebbe maggiormente.
Sportiva? Ballerina? Beh ma allora cosa ci troverai mai nei miei chiletti di troppo quando quel tizio che frequenta la tua stessa piscina o quell’altro che al corso di latini balla in coppia con te (magari strusciandosi l’impossibile) hanno una testudine disegnata sulla pancia?
E se per qualche maledetta combinazione astrale dovessi innamorarmi di quel mix letale che è GrandeFratello-LauraPausini-TreMetriSoprailCielo-AnzichèLavorareCondividoLinkRidicoli (e non ho detto ‘simpatici’) allora so che andrei in paranoia perchè anzichè cambiare macchina o sognare le Maldive investo nella mia attività, nelle mie idee e nelle mie ambizioni quei due spiccioli che a fatica (ma quanto mi piace la fatica del libero professionista!) guadagno. E no, non sono tipo che si sbottona la camicia fino all’ombelico. E no, non lo farei nemmeno se fossi palestrato, depilato e oliato (che tra l’altro a me sa di poco pulito, ma questa è un’altra storia).

E così eccomi qui: con una costosa partita IVA e tante belle idee in cantiere. Già, senza un macchinone… ma con la mia Punto ormai in fin di vita che però ha al suo interno una selezione di dischi della madonna.

Eccomi qui, senza la camicia bianca sbottonata ma con quella mia maglietta di John Mayer. O con quella che ha disegnato le manette. O con quella rossa che metto nonostante un buchetto: eccomi qui senza niente di appariscente ma con quella t-shirt comprata a 15 euro che non venderei nemmeno per 100, e che potrebbe parlarti di me più di quanto tu possa solo lontanamente immaginare (e non parlo dell’odore!).

Eccomi qui senza il fisico da Federer ma con quella sensazione di pieno godimento quanto prendo in mano una racchetta che da troppo tempo tenevo chiusa nell’armadio. Anche a costo di perdere 6-2 6-2.
Eccomi qui con una chitarra che prendo in mano di rado e con la quale a malapena suono quattro accordi ma accidenti, leggetemi negli occhi quando parlo di tutti quei progetti che ho per la testa e… e… e… sentitevi morti dentro se non provate la stessa drammatica ed esagerata passione per almeno una delle tante cose che ci regala la vita.

Lavoro, tempo libero, amicizie. Ho provato, insistito, rischiato, rinunciato, scartato, ripreso… fino a che non ho trovato quello che era meglio e quello che era peggio. Non posso certo dire di essermi fermato al primo ostacolo, come non mi sono accontentato della prima scelta. Dai e dai, eccomi qui… estremamente soddisfatto e ottimista per il futuro che, come già scritto in passato, vorrei mangiarmi senza aspettare ulteriormente.

Scelte, rinunce, sacrifici. Ti segnano. Tutto ti segna. Ma sono stato fortunato, perchè ora ne colgo i frutti, a 27 anni. Non so se sia presto o tardi, ma va bene così. L’importante è essere arrivati senza però accontentarsi, rimettendosi presto al lavoro per far sì che tutto questo bello sia semplicemente un primo scalino verso il magnifico.

………….

Sono fermo alla stessa riga da almeno dieci minuti e non riesco a trovare le parole per trascrivere i miei pensieri. Perchè? Per il semplice motivo che vorrei farlo esprimermi facendo attenzione alla grammatica, utilizzando concetti e termini non scontati, cercando le parole giuste per spingervi a cliccare ‘mi piace’. Una volta scrivevo per me e invece ora mi sento quasi condizionato dai tanti gradimenti ricevuti in risposta a quanto scritto negli ultimi mesi come note o come semplici status. Ora che però sento mancare le parole adatte ad incontrare il vostro apprezzamento sarò molto più immediato, a costo di cadere in errori o bassezze. Di certo, non ho paura di contraddirmi o di farmi scappare qualcosa di sbagliato.

“Ma io come posso Amare fino all’esagerazione un’altra persona se so che sotto questo cielo esisti tu?” Da questo concetto e da tutte le belle cose di cui sono riuscito a circondarmi nasce il concetto che vede protagonista la medusa Chironex Fleckeri, animale di indiscutibile bellezza (avete visto ‘Sette Anime’? Ecco, proprio quella medusa lì!)

“Nonostante esista l’antidoto, buona parte delle persone che ne vengono in contatto non sopravvive. La “strisciata” è dolorosissima e produce una intensa sensazione di calore. Il veleno quando entra nel circolo sanguigno causa intensi spasmi muscolari, paralisi respiratoria ed infine arresto cardiaco, il tutto nel giro di uno o due minuti.”
E ancora: “The amount of venom in one animal is enough to kill 60 adult humans.”

Tante belle cose accadute. Altrettante belle persone conosciute. Quella voglia, spesso soddisfatta, di circondare esclusivamente di ciò che ti fa sorridere il viso e, in fin dei conti, anche il cuore. Mi sono viziato talmente tanto che non riesco ad accontentarmi nemmeno del minimo compromesso. E così non riesco a completare il puzzle perfetto con quel tassello che questi ultimi maestosi 12 mesi mi hanno fatto ritenere meno essenziale ma comunque fondamentale.

La mia vita è una Chironex Fleckeri. Bellissima, ma così velenosa che nessuna è più capace di sorprendermi (e quando accade è solo una fugace illusione). Sorprendermi è il solo modo per aiutarmi ad innarmorarmi ancora e a farmi sorvolare sull’impossibilità di trovare in una sola persona le tante cose belle che, chi una, chi l’altra, le (poche ma eccezionali) donnedella mia vita mi hanno portato a conoscere.

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