Dopo 11 anni non puo essere “solo” una macchina

Lunedì sera ho baciato Carotina sul volante quando vi sono salito per l’ultima volta prima di andare a ritirare la mia nuova macchina, il mattino successivo.

E quando stamattina, uscendo per andare al lavoro, l’ho vista parcheggiata fuori dalla tettoia (non più riservata a lei) coperta da un telo che la proteggesse dal gelo, ho provato tenerezza al punto da sfiorarla, come per accarezzarla, in uno dei punti scoperti e, quindi, gelati.

Uscendo per andare al lavoro”, dicevo. Anche tornare e non trovarla più parcheggiata in cortile mi ha scosso; lo so, è destinata alla demolizione, ma non poterla salutare un’ultima volta mi metteva tristezza. Per fortuna era stata inaspettatamente accompagnata dal meccanico amico di famiglia, nella speranza di trovarle un nuovo proprietario prima che fosse troppo tardi.

Sarà anche solo un ammasso di lamiera dal buffo colore arancione, ma credo che i quasi 11 anni e oltre 230.00 km la rendano speciale e “piangibile”. Nonchè una valida giustificazione a gesti e sensazioni forse un po’ sfigate.

E il fatto che a questa macchina sia legato il più triste evento di tutta la mia vita non è un buon motivo per ripetersi che era giunto il momento di liberarsene: certe cose sono destinate a lacerarmi dentro ogni qualvolta che il pensiero torna lì, che sia questa o qualsiasi altra la macchina che parcheggio in garage.

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