Però adesso aspetta che guardo un po’ che scarpe hai.

Di belle ragazze là fuori ce ne sono eh? Uh, se ce ne sono! E no, non puoi avere la possibilità di conoscere ognuna di loro in maniera sufficientemente approfondita da poterla ritenere “speciale”, qualsiasi significato possa avere in quel momento preciso della tua vita.

E allora, nel mezzo di una folla qualsiasi, cosa serve ai tuoi occhi per arrestarli in direzione di quel soggetto piuttosto che in direzione di quell’altro per un periodo temporale che vada oltre quel “momento” che nemmeno la ragione ha volte riesce a negare all’istinto?

Na, non sto pensando a “quelle cose lì” e non mi permetterò nemmeno di elencarle.
Chi mi conosce lo sa: sono capace di contestare un paio di scarpe, un paio di pantaloni, una pettinatura o una voce, ma spesse volte è semplicemente una copertura per non riconoscere in quella persona l’assenza di quel nonsochè a cui giuro, sto per arrivare.

Quel piccolo ed enorme particolare che ti porta ad essere deriso dagli amici con i quali non condividi un corale “Che figa!”. Eh sì, perchè dinanzi ad un sorriso del genere non è ammessa alcuna volgarità, neppure quando serve a celare il più sincero e imbarazzato dei complimenti.

E’ perchè ho incontrato un sorriso così che mi interessa conoscere il nome di chi lo porta e il motivo per cui i genitori lo hanno scelto. Quel sorriso capace di illuminare sia il viso di chi lo porta e sia il viso di colui che lo scorge tra la gente. Quel sorriso che sarà già stato regalato a chissà quante altre persone, ma che per un istante ti ha fatto pensare fosse solo tuo.

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