Il 28 Febbraio CoderDojo a Campagnola Emilia

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Il prossimo 28 Febbraio arriva a Campagnola Emilia il settimo appuntamento con CoderDojo (tolto il capoluogo – dove si è tenuto sia allo Spazio Gerra, sia ai Musei Civici – siamo il quinto paese in provincia ad ospitarlo, dopo Bibbiano, Cavriago, Correggio e Gualtieri).

Per la prima volta nella storia di CoderDojoRE sarà presente sia un corso per neofiti e sia un corso più advanced per chi ha già partecipato ad altri appuntamenti. Le iscrizioni sono aperte a questo link, mentre se volete candidarvi come mentor (ovvero gli adulti che aiutano i ragazzi) potete contattarmi direttamente. Il consiglio è quello di iscrivervi rapidamente perchè l’esperienza insegna che i pochi posti disponibili sono soliti volatilizzarsi.

Iscriviti al CoderDojo

Ok, ma CoderDojo che cos’è?

coderdojo-reggio-emiliaE’ un movimento senza scopo di lucro e animato da un gruppo di volontari che si organizzare incontri gratuiti per insegnare ai più giovani a programmare. Trattandosi di un movimento autonomo e gestito a livello locale, l’obiettivo dei volontari reggiani che promuovono questa iniziativa è ovviamente quello di contribuire al movimento inserendo i principi e i valori dell’educazione che fanno di Reggio Emilia un attore di primo piano nel mondo.

Aperta e chiusa parentesi dedicata all’ormai famosissimo Reggio Emilia Approach, CoderDojo è recentemente arrivato anche negli uffici di Reggio Children, che ha ospitato nientepopodimeno che Mitchel Resnick, presidente della Fondazione Lego (sì, proprio quella Lego lì) e inventore del programma Scratch, ovvero il programma utilizzato nei Coderdojo di tutto il mondo (e quindi anche il 28 Febbraio a Campagnola).

Gli appuntamenti di CoderDojo sono dedicati a ragazzi e ragazze di età compresa tra i 7 e 13 anni che vogliono imparare a programmare e non serve nessuna competenza particolare: bastano una merenda, un computer portatile, un genitore… dicono 🙂

E cosa succede ad un Coderdojo?

Perchè spiegarvelo a parole quando posso farlo con un video? Questo, ad esempio, è lo xilofono di frutta che i bimbi hanno creato allo Spazio Gerra lo scorso 18 Ottobre.

Perchè dovrei portarci mio figlio?

Dopo essermi servito di un video, stavolta concedetemi di citare questo articolo:

“Non deve passare il concetto – afferma Caterina Moscetti, champion di Coderdojo Sigillo e docente di scuola primaria all’Istituto Comprensivo di Sigillo – che vogliamo formare piccoli nerd. L’obiettivo dei nostri laboratori è molto più ampio”. Tanto che poi Caterina insieme a Agnese Addone, champion del CoderDojo Roma e docente di scuola primaria all’Istituto Comprensivo Alfieri Lante della Rovere di Roma, ci elenca le 5 ragioni per cui un bambino dovrebbe imparare a programmare:

  • si stimola la creatività
  • si sviluppa il pensiero logico e algoritmico
  • si impara a cercare una soluzione ai problemi
  • ci si abitua a scrivere le tecnologie e non solo a leggerle
  • si impara a collaborare e condividere

“Le tecnologie – afferma Agnese – diventano pericolose nel momento in cui sono usate in modo non consapevole. Se un bambino non viene lasciato solo, se è guidato come facciamo noi nei laboratori, se conosce a fondo ciò che sta usando e non ne ha paura sicuramente ha buone probabilità di diventare un adulto in grado di usare al meglio il digitale, nel lavoro e nella vita di tutti i giorni”.

Aggiungo inoltre che proprio a questo proposito, Obama ha addirittura sostenuto pubblicamente una iniziativa chiamata Hour Of Code che si basa proprio sul principio di Coderdojo, ovvero:

Ogni studente dovrebbe avere l’opportunità di imparare l’informatica. Aiuta a sviluppare le abilità logiche e di risoluzione dei problemi e la creatività. Iniziando in giovane età gli studenti avranno le fondamenta per il successo in qualsiasi carriera vorranno sviluppare.

Ci vediamo il 28? 🙂

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